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L’utilizzo di nanoparticelle e di nanomateriali si sta velocemente diffondendo nei diversi settori applicativi. Trattandosi di tecnologie produttive emergenti, i rischi associati non sono ancora del tutto conosciuti. Le informazioni ad oggi disponibili sugli effetti per la salute e la sicurezza dei lavoratori sono limitate e non sono ancora disponibili limiti di esposizione professionale (TLV).

La normativa italiana vigente (D.Lgs. 81/08), non considera in modo specifico il rischio derivante dalla presenza di nanoparticelle e/o nanomateriali negli ambienti di lavoro. Tuttavia, in considerazione di quanto riportato all’art. 221 del D.Lgs. 81/08, le nanoparticelle/nanomateriali (in quanto agenti chimici potenzialmente pericolosi), devono essere considerati come rientranti nel campo di applicazione del Titolo IX del D.Lgs. 81/08.

L'INAIL ha recentemente pubblicato delle linee guida (Libro Bianco - Esposizione a nanomateriali ingegnerizzati ed effetti sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro), al fine di fornire delle prime indicazioni operative in merito. D'altro canto, la letteratura internazionale si sta arricchendo di pubblicazioni in merito.

La valutazione di questa tipologia di rischio, necesita di una profonda conoscenza dei meccanismi tossicologici indotti nell'organismo umano (branca che prende il nome di nanotossicologia e che si sta affacciando anch'essa sul panorama scientifico internazionale), e richiede un apporccio metodologico specialistico ed innovativo.

Grazie alle esperienze maturate nell'ambito della nanotossicologia, lo staff di Phi Science è in grado di affrontare la valutazione del rischio derivante dalla presenza di nanoparticelle/nanomateriali, in modo mirato ad altamente specilizzato.